Prove di carico sugli apparecchi di sollevamento: sicurezza, normativa e strumenti pratici

Quando servono, a cosa aiutano e come il Cubotest e l’Irontest rendono tutto più semplice e veloce

Le prove di carico sugli apparecchi di sollevamento sono spesso oggetto di interpretazioni discordanti. In questa guida facciamo chiarezza, sintetizzando prassi dei costruttori, esperienza sul campo e riferimenti normativi.

L’obiettivo è dare a chi gestisce o utilizza gru e carriponte indicazioni operative semplici e applicabili.

Definizione

La prova di carico è l’operazione con cui si verifica l’attrezzatura di sollevamento sollevando il carico massimo di utilizzazione (portata nominale). Questa prova va ripetuta periodicamente per tutta la vita della macchina e può essere effettuata con carichi nominali o maggiorati, in funzione dello scopo della verifica.

A cosa serve

  • Messa in servizio: verifica resistenza strutturale, deformazioni, taratura del limitatore di carico e tenuta dei freni.
  • Manutenzione: controllo dell’efficienza e tenuta dei freni alla massima sollecitazione.
  • Ispezioni supplementari (decennale/ventennale): verifica resistenza, deformazioni e freni.
  • Verifica periodica: controllo del mantenimento dei requisiti essenziali di sicurezza (RES).

Quali carichi utilizzare?

In funzione dell’intervento si impiegano i seguenti carichi:

  • Messa in servizio
  • Prova statica: carico nominale +25%.
  • Prova dinamica: carico nominale +10%.
  • Manutenzione, ispezioni supplementari e verifiche periodiche
  • Carico pari al carico massimo di utilizzazione (senza maggiorazioni).

Le fasi operative

Messa in servizio

Al primo utilizzo nel mercato UE la prova di carico è obbligatoria. Si compone di una prova statica (+25%) per valutare resistenza, deformazioni, taratura del limitatore e tenuta dei freni, e di una prova dinamica (+10%) per evidenziare comportamenti in condizioni di esercizio sfavorevoli. Le modalità pratiche possono variare in base al tipo di apparecchio.

Manutenzione ordinaria e ispezioni supplementari

Si eseguono con il carico massimo di utilizzazione. L’obiettivo è verificare l’efficienza dei dispositivi di frenatura alla massima sollecitazione. Le parti d’attrito vanno controllate e regolate in funzione dell’usura per garantire prestazioni costanti.

Verifica periodica (annuale, biennale o triennale)

Anche la verifica periodica si svolge con il carico massimo di utilizzazione. È effettuata da un ispettore accreditato, che accerta il mantenimento dei RES e l’idoneità della macchina a operare in sicurezza. La periodicità dipende dalla normativa applicabile e dall’uso effettivo della macchina.

Quando eseguirle: ruoli e responsabilità

Il costruttore

Nel manuale d’uso e manutenzione è indicata la periodicità minima degli interventi. Molti costruttori richiedono almeno una verifica annuale dei freni (quindi una prova di carico). Le indicazioni del costruttore vanno seguite come riferimento minimo.

Il manutentore

Dopo aver rispettato le prescrizioni del costruttore, il manutentore – d’intesa con il datore di lavoro – adatta la frequenza delle prove in base all’uso reale (numero di cicli e magnitudo dei carichi). Impianti poco sollecitati possono richiedere frequenze minori rispetto a quelli impiegati in modo intenso.

L’utilizzatore

Il proprietario/utilizzatore deve affidare le prove a personale specializzato e assicurare il rispetto delle prescrizioni di legge, oltre alle verifiche periodiche da parte di un ente o ispettore accreditato per attestare il mantenimento dei RES.

Quali masse impiegare: pro e contro

  • Masse in acciaio (IRONTEST)
  • Pro: elevata precisione, buon rapporto massa/volume.
  • Contro: costo potenzialmente più alto (oggi mitigato da soluzioni più economiche).
  • Masse in cemento (CUBOTEST)
  • Pro: ottimo rapporto qualità/prezzo.
  • Contro: volume ingombrante a parità di massa; non tarabili.
  • Sacconi/palloni ad acqua (PVC)
  • Pro: regolazione progressiva fino alla portata desiderata.
  • Contro: necessità di acqua disponibile; lo spostamento da una gru all’altra richiede svuotamento/riempimento, con impatto sui tempi.

Le nostre soluzioni: Irontest e Cubotest

Irontest è un sistema progettato per eseguire prove di carico in modo semplice, preciso e sicuro. Nasce per rispondere alle esigenze di ENI S.p.A., dove è stato impiegato con successo nelle centrali ENIPOWER e testato con masse fino a 150 tonnellate.

Il cuore del sistema è un diffusore a base quadrata con quattro punti di aggancio che permette di imbracare le masse “a sacco” tramite funi o catene. Le masse, tutte certificate e tarate secondo procedura di 2° livello, sono disponibili in diversi formati da 1.000 a 15.000 kg, così da comporre con facilità il carico necessario per ogni prova.

Uno dei punti di forza di Irontest è la precisione di taratura, con un margine di errore di appena ±0,05%. Inoltre, le masse possono essere verificate e ritarate nel tempo, grazie a un sistema che consente di aggiungere o rimuovere peso a seconda delle esigenze operative.

Grazie alla sua modularità, Irontest copre un ampio intervallo di utilizzo: dalle prove più leggere da 500 kg fino a carichi molto elevati da 150/200 tonnellate. È particolarmente indicato anche per la gestione dei sovraccarichi del 10%, richiesti durante la taratura dei limitatori di carico.

In questo modo, Irontest rappresenta una soluzione ideale per tutti i siti in cui sia necessario eseguire prove e tarature su numerosi apparecchi di sollevamento con portate diverse, combinando flessibilità, affidabilità e sicurezza. https://www.ciofetti.it/prodotto-irontest/

Cubotest è un sistema modulare di masse campione in cemento progettato per rendere semplici, rapide e ripetibili le prove di carico su gru, carriponte e attrezzature di sollevamento.

Nasce per soddisfare gli obblighi di verifica e le esigenze operative di manutentori e utilizzatori: prove di messa in servizio, verifiche periodiche e controlli in manutenzione ai fini della conformità presso ASL, ARPA, INAIL e soggetti abilitati.

La gamma copre formati da 500 a 2.500 kg, con dettagli costruttivi pensati per l’uso quotidiano: punto di aggancio superiore ottimizzato anche per lo stoccaggio impilato, sedi per carrelli elevatori, targhetta identificativa di lotto e finitura ad alta visibilità (blu con bande gialle); disponibili cornici salvaspigolo e, taratura/certificazione del peso.

In sintesi: meno logistica, più velocità in cantiere e totale tracciabilità della prova. https://www.cubotest.com/

Conclusioni

Eseguire correttamente le prove di carico è fondamentale, ma logistica, tempi e assenza di pesi campione spesso complicano le operazioni. La soluzione più efficace è disporre in sede di masse campione pronte all’uso:

  • agevolano i lavori di manutenzione e le verifiche;
  • riducano i fermi e le incertezze;
  • semplificano l’attività degli ispettori, che trovano macchine già regolate con quei carichi;
  • aumentano la probabilità di esito positivo delle verifiche, riducendo rischi di sospensioni o sanzioni e mantenendo l’impianto sicuro ed efficiente nel tempo.
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